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Daniela ...

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Dolce come una caramella amara. Vogliosa di vita,furiosa d'amore. Apatica a tratti. Sognatrice realista. Bimba coi piedini ben fissati sull'asfalto e la testa scompligliata sempre fra le nuvole. Donna con un cuore maltrattato che vive e grida sotto un balconcino prima scarsa. Testarda ed insicura al tempo stesso. Semplice e complessa come una spirale di liquirizia. Ghiotta di risate e golosa di baci. Innamorata del mio mare e pazza per il sole giallo dell'estate! Esploratrice curiosa. Depressa e insoddisfatta. Paranoica ed incostante. Illusa e disillusa.

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September 18

No potho reposare

 
Non potho reposare amore ‘e coro,

pensende a tie so d’onzi momentu.

No istes in tristura prenda ‘e oro,

ne in dispiaghere o pensamentu.


T’assicuro che a tie solu bramo,

ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo.


Si m’esser possibile d’anghelu

s’ispiritu invisibile piccabo.


T’assicuro che a tie solu bramo,

ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo.


Sas formas

e furabo dae chelu su sole e sos isteddos

e formabo unu mundu bellissimu pro tene,

pro poder dispensare cada bene.

Unu mundu bellissimu pro tene,

pro poder dispensare cada bene.


Non potho reposare amore ‘e coro,

pensende a tie so d’onzi momentu.

T’assicuro che a tie solu bramo,

ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo.


T’assicuro che a tie solu bramo,

ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo
July 02

DEVOZIONE ALLA BELLEZZA

 
 
Sono qui per stupirmi.
Con lo stupore si inizia ed anche con lo stupore si termina,
e tuttavia non è un cammino vano.
Se ammiro un muschio, un cristallo,
un fiore oppure un cielo nuvoloso,
un mare con il pacato respiro da gigante….
Ogni volta che riesco a vivere in sintonia
con un frammento di natura
grazie all'occhio o ad un altro senso,
ogni volta che sono da esso attirato ed incantato,
aprendomi per un attimo,
allora dimentico - in quello stesso istante - tutto
l'avido cieco mondo delle umane ristrettezze,
ed invece di pensare o di impartire ordini,
invece di conquistare o di sfruttare,
di combattere o di organizzare
in quell'istante non faccio altro che "stupirmi"
e con questo stupore
non solo divengo fratello di tutti i poeti,
i saggi, ma anche fratello di tutto ciò che ammiro
e sperimento come mondo vivente;
della farfalla, dello scarabeo, della nuvola,
del fiume e dei monti
perché lungo il cammino dello stupore
sfuggo per un attimo al mondo della divisione
ed entro nel mondo dell'unità,
dove una cosa, una creatura dice all'altra
"questo sei tu".

                                                                                                                                                                                                   Antonio Presti

January 30

Destroy

 
Camminavo sola sulla sabbia sporca di mare. Allegra primavera italiana nel calendario. Memoria già invecchiata. Non è vero? Spiaggia e spiaggia. Passo dopo passo, sfiorando onde bagnate a delimitare il confine tra polvere e acqua. Decisioni da tirare come freccette. Partire, forse. Decodifica i tuoi desideri, Misty. Il primo aereo. Cosa da niente. Londra, Berlino, capitali esotiche. Qualsiasi scelta pur di sollevarti da questa riva già studiata. A memoria. Ogni microparticella. Ogni suono. Prepotente bisogno di emozioni nuove. Non è scappare. Non è paura. Può salvarti non respirare piu salsedine. Più. Camminavo in una primavera mediterranea. Sola. Ancora oceani di pensieri inquieti acceleravano ritmi cardiaci sincopati e ansiosi. Nel confuso di un tramonto marino. Il porto a pochi passi. Liberi i gabbiani in volo. La mia ombra addosso rimproverava insicurezze più che ventenni. Mi vorrei forte e coraggiosa. Pensavo. Integra stella lucente e intanto lame metalliche mi stringevano stronze i fianchi saziandosi, rubando il dolce rimasto sulla mia pelle. Frenetica inquietudine bisognosa di felice quiete. Così poetico e triste insieme. Sentirmi romantica nel tramonto. Come sempre musica di violini elettrificati registrati in nebbiose pianure padane ad azzerare il sonoro naturale delle onde nervose. Cosa cerchi, Misty? Prova a rispondere a questo, se ne hai il coraggio. Viziosa incontentabile esistenza. Il porto a pochi passi. A pochi passi. Nel tramonto. Tutto ti ricorda tutto qua e sono tanti i ricordi da sedare, annullare, abbandonare. Parole e volti da evitare cercando sconosciute situazioni.  Reinventare. Reinventarsi un passato e un futuro. Nuova polvere e nuove acque. Camminavo lentamente sulla mia cattiva terra mentre l'arancio del sole penetrava infuocato l'orizzonte.
 
 
(Isabella Santacroce, Destroy)
 
 
 
December 01

WORLD AIDS DAY 2007

 
September 22

L'urlo della falena

 

A volte anche le persone più pazienti si scassano il cazzo.

E lo fanno in una notte di fine settembre.

Dico il cazzo perché se avessi detto, che so, il cuore,

 non sarebbe importato a nessuno.

 

L’urlo di stanotte quindi mi è servito a questo:

 a sedare un po’ questo mio cazzo convalescente.

 

Ed era un urlo silenzioso, un urlo che non si può ascoltare.

Ma seppur silente è un urlo che si sente.

E che si gusta. Ed ha un sapore amaro.

 

È un grido prepotente, un grido che prorompe

e che si scaglia contro chi non crede in me;

Contro me.

Contro chi non mi ha dotato di qualcosa in cui credere;

Contro quelli che forse me lo hanno fatto perdere;

Contro quelli che in me non lo hanno mai visto;

 

E forse avevano ragione.

O forse no.

 

E il mio urlo si lancia contro chi mi dice di lasciar perdere;

Contro me.

Contro chi non mi trova adatta,

contro chi non mi trova all’altezza.

Contro quelli che trovano ingiusto che io ce l’abbia fatta.

 

Un grido notturno contro chi mi scoraggia,

contro chi mi scredita.

Contro chi vuol farmi cadere.

Contro me.

 

Un grido contro una città.

Una città che mi ha fatta prigioniera.

Una città da cui non riesco a evadere,

che mi costringe a non guardare il sole,

a non toccare il mare.

 

E un urlo contro chi mi ha preso il cuore per giocarci un pò…

Quello l’ho già sprecato.

 

Sarebbe forse più divertente lanciare un urlo contro il lupo sventurato,

 che si masturba ,in gretta solitudine,

 sulla foto di una cappuccetto rosso ignara…

 

Questo è l’urlo che mi ha tenuta sveglia.

È  l’urlo di una falena che si ribella al rogo…

 

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